Vietato BRUCIARSI

Sul dorso dei piedi, sul naso, per non parlare di spalle e orecchie. A chi non capita di scottarsi proprio lì? Per non ripetere : quest’anno prova le strategie “antincendio”. Stimolazione della melanina, superidratazione, protezione adeguata e… riparazione ultrarapida. Ecco il vademecum dell’abbronzatura a prova di eritemi e scottature, veri nemici della pelle.

 “ Anche chi usa i solari spesso si dimentica di zone del corpo che restano “preda” del sole. Dorso dei piedi e delle mani, orecchie, nuca, attaccatura dei capelli, retro delle ginocchia”, spiega la dottoressa Maria Letizia D’Errigo, dermatologa dell’Isplad e medical director del Relais Corte Rodeschi a Nocchi in Camaiore. Queste aree non solo si scottano, ma rimanendo prive di protezione dai raggi UVA rischiano di diventare più predisposte alle cheratosi attiniche, formazioni cutanee anomale che possono trasformarsi in tumore”.

Quindi, vietato bruciarsi.

Ma come evitarlo?

Crea la barriera

“ Oltre a rispettare le regole di un’esposizione graduale, è necessario dotare l’epidermide di uno scudo interno composto da antiossidanti, vitamine ed enzimi capaci di frenare e riparare i danni dell’irraggiamento. A questo scopo, bisogna consumare ogni giorno cinque porzioni di almeno 80 gr di vegetali ricchi di carotenoidi (albicocche, carote, melone, spinaci) e di licopene ( pomodori), che aprono una sorta di “ombrello interno” contro gli UV. E’ utile anche assumere integratori a base degli stessi principi nutritivi nei 20 giorni prima di andare in vacanza e applicarli sulla pelle sotto forma di cosmetici preparatori in versione spray o fluida. In questo modo si riescono a stimolare per tempo i melanociti a produrre il filtro più potente di cui possiamo disporre: la melanina”.

Spegni il fuoco

Sono tre i gesti chiave per un viso a prova di bruciature e spellature.

Stabilizzare

Cioè usare cosmetici progettati per mantenere efficienti le barriere della pelle e per tutelare l’integrità del suo dna. Questo concetto si trova in diverse linee cosmetiche che contengono enzimi riparatori del codice genetico in associazione con vitamina E, ceramidi e specifici stimolatori della rigenerazione cutanea.

Proteggere

I nuovi cosmetici solari sono potenziati dall’abbinamento tra filtri molto alti (100*) e molecole che riparano la capsula del dna. “ Sono i più indicati per la pelle del viso ad alto rischio di scottatura”, spiega l’esperta. “ Grazie alle texture fluide si possono applicare al mattino e al pomeriggio come fossero sieri: i loro principi si attivano con la luce del giorno, esplicando un’azione preventiva sulle aree più fragili”.

Riparare e reidratare

Più volte al giorno la pelle va rinfrescata spruzzando un’acqua termale contenente filtri anti UV. Dopo la doccia, serve un prodotto capace sia di riparare i danni solari sia di ricostruire il giusto livello di idratazione. Le nuove formulazioni includono oli intensivi e creme ricche di omega 3, 6 e 9 (ideali per la notte); poi ci sono le brume, che avvolgono in una nuvola lenitiva palpebre, nuca e bordi delle orecchie. Infine, se la pelle è arrossata, si può intervenire con i nuovi cosmetici a base di acqua iperminerale ricca di calcio e di agenti vegetali.

Prendi le “retromisure”

E’ bene usare filtri speciali per le zone più trascurate, partendo dalla parte posteriore del corpo. 

Di solito viene protetta meno non solo perché spesso non la vediamo, ma anche perché spesso non riusciamo a raggiungerla completamente. Il problema oggi è risolto dai solari a erogazione intelligente. Come i nuovi spray invisibili che consentono di avvolgere il corpo in un impercettibile film protettivo a 360 gradi e di distribuire i filtri in modo omogeneo grazie all’erogazione micronizzata. Anche le aree ruvide e ispessite sono quelle che sembrano più forti ma in realtà si scottano impietosamente. Così ci si ritrova col dorso dei piedi in fiamme e le ginocchia color aragosta.

“I prodotti più adatti sono quelli più ricchi di acido ialuronico e urea in concentrazione del 10 per cento”, spiega il medico. Ricorda inoltre che secondo il Ministero della Salute, non si può parlare di protezione se il filtro è inferiore a 10. “Bisogna sapere che ogni crema solare dimezza il suo valore protettivo in 30-45 minuti”, dice la dermatologa. “Quindi, soprattutto sulle zone a rischio è importante stendere filtri alti oppure riapplicare la protezione media una volta ogni mezz’ora. Questo vale anche per chi non va al mare: il sole, infatti, d’estate scotta per tutti. E difendersi dai raggi UV è essenziale anche per chi va in bicicletta, fa trekking o semplicemente, cammina in strada sotto il sole cocente”.

A cura di Grazia Pallagrosi

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