La Tiroide fa i capricci? Scopri se ne soffri e curala

Natural Style – Le patologie della tiroide colpiscono circa 7 milioni di italiani. Ma l’attenzione rispetto a queste malattie è, purtroppo, ancora troppo bassa. Basti dire che una donna su tre dopo il parto soffre di queste alterazioni ma non ne è consapevole. Le donne, tra l’altro, sono cinque volte più colpite degli uomini e la gravidanza aumenta ancora di più questo rischio esponendo il nascituro a gravi pericoli, che vanno da un basso peso alla prematurità, da danni neurologici all’aborto. Per questo motivo sono sempre più frequenti le campagne di sensibilizzazione e informazione. Come quella sostenuta dal Centro Diagnostico di Milano o la Giornata Nazionale della Tiroide, che porta nelle piazze italiane medici e volontari pronti a spiegare quanto sia importante sottoporsi a controlli specifici per individuare le disfunzioni, soprattutto se si ha un familiare che ne ha già sofferto. “La tiroide – spiega il professor Vincenzo Toscano, direttore della Scuola di specializzazione in Endocrinologia dell’Università la Sapienza di Roma – è una piccola ghiandola a forma di farfalla dal peso di circa venti grammi, che si trova sotto il pomo di Adamo. Svolge un ruolo fondamentale nel controllo delle cellule e dei tessuti, influenzando molti aspetti, come il peso, il colesterolo, il battito cardiaco, la vista, la massa muscolare, il ciclo mestruale.” Il suo malfunzionamento provoca anche variazione dell’umore, ansie, paure, depressione. Si tratta di sintomi molto ampi e diversi che possono coinvolgere tutto l’organismo.

 

I CAMPANELLI D’ALLARME

Una tiroide ammalata, per un eccesso di produzione di ormoni (ipertiroidismo) o per difetto di produzione di ormoni (ipotiroidismo), può subire delle modifiche nella forma, nel volume e nel peso, dando vita a noduli asintomatici unici o multipli. Ogni aumento di volume della tiroide viene definita “gozzo”. L’ipotiroidismo si riscontra specialmente nelle donne adulte, mentre l’ipertiroidismo è più frequente tra i 20 e i 40 anni. I disturbi raggiungono il picco tra i 50 e i 60 anni per poi iniziare a decrescere. Molto spesso il malfunzionamento della tiroide si manifesta anche con delle alterazioni della pelle. “Quando ci troviamo di fronte a una riduzione della funzionalità tiroidea – spiega Maria Letizia D’Errigo, dermatologa e direttrice sanitaria delle Terme della Versilia – i capelli sono piuttosto radi, secchi, crespi, a volte ci può essere un’insolita perdita del bordo esterno del sopracciglio, si nota un gonfiore sotto gli occhi, il colorito della pelle è giallastro per l’alto contenuto di betacarotene, cosa che è particolarmente visibile osservando il palmo delle mani. Quando, invece ci troviamo di fronte all’ipertiroidismo, la cute è calda, liscia, umida, c’è un’aumentata sudorazione, un rossore del viso e delle mani, a volte può essere presente la vitiligine.” Nella maggior parte si tratta di patologie di natura benigna, ma possono essere curati anche quei rari casi (l’1% di tutte le malattie oncologiche) la cui natura è di tipo canceroso. Secondo alcune indagini statistiche il rischio tumorale risulta più frequente nella donna a causa dei continui cambiamenti ormonali presenti nelle diverse fasi della vita, come avviene durante la gravidanza. Le cause che portano a questo tipo di tumore possono dipendere dall’ereditarietà, dall’alimentazione povera di iodio o dall’esposizione a dosi elevate di radiazioni al collo durante l’infanzia/adolescenza.

 

COME CURARSI

Le terapie variano a seconda del quadro patologico. “La maggior parte delle tiroiditi – come spiega il professor Vincenzo Toscano – decorre senza sintomi per molti anni e il loro unico rischio è quello di un graduale indebolimento della funzione tiroidea e la comparsa di ipotiroidismo”. Per curarsi è sufficiente il controllo periodico del TSH, tramite un esame del sangue, e l’inizio di una terapia sostitutiva nel caso in cui i valori siano alti e testimonino l’insorgere di una carenza di ormone tiroideo. Nel corso di alcuni mesi i sintomi scompaiono e l’ipotiroidismo viene risolto dal trattamento sostitutivo, senza conseguenze sfavorevoli sullo stato di salute generale né sulla possibilità di future gravidanze. Il controllo nel tempo è semplice ed è basato su esami del sangue e su ecografie. Nei casi di ipertiroidismo, ovvero quando la produzione di ormone tiroideo è superiore alle necessità del nostro organismo, si possono assumere farmaci (come il metimazolo o, in caso di intolleranza, il propiltiouracile) in grado di controllare efficacemente nel corso di alcune settimane la malattia. Sono in genere preparati ben tollerati ma che richiedono controlli periodici dei globuli bianchi e della funzionalità epatica. Alcune volte l’ipertiroidismo si risolve spontaneamente nel corso di mesi o anni, ma nella maggioranza dei casi è necessario far seguire alla terapia farmacologica un trattamento medico-nucleare (somministrando per bocca una dose di radioiodio). Si tratta di una cura efficace, priva di inconvenienti. Nei casi in cui il volume del gozzo iperfunzionante sia notevole o siano presenti noduli a rischio di malignità, può essere necessario un intervento chirurgico.

In presenza di noduli è sempre consigliabile rivolgersi a centri specializzati nella diagnosi e cura di queste formazioni sospette. Il nodulo tiroideo è un ingrossamento ben circoscritto e delimitato di una parte, anche molto piccola, della tiroide. Quelli rilevabili con una semplice palpazione del collo sono presenti nel 5% circa della popolazione. Ma ci sono noduli talmente piccoli che possono essere svelati solo con l’ecografia della tiroide e interessano fino al 30-40% della popolazione adulta. “È chiaro – come spiega il professor Toscano – che un disturbo così diffuso è nella maggior parte dei casi del tutto benigno. Tuttavia è importante selezionare i rari casi (5-7% del totale) che sono costituiti da tumori maligni per mettere in atto un trattamento precoce che spesso è completamente risolutivo della malattia. La visita, l’esame ecografico e il profilo ormonale consentono al medico di giudicare il rischio di malignità dei noduli. Tuttavia, per determinare in modo quasi certo (90-95%) se il nodulo è benigno è spesso necessario eseguire un agoaspirato tiroideo, un prelievo con ago sottile”.

 

EQUIVOCI E PAURE

Bisogna fare chiarezza: la patologia tiroidea non è responsabile di un incremento di peso. Nelle forme di insufficienza grave, però, può essere responsabile di gonfiore, dovuto alla ritenzione idrica. Così come l’eccesso di funzione può provocare perdita di peso, ma correlato con perdita di massa muscolare e non di grasso. Un altro equivoco riguarda lo iodio. Non è vero che fa sempre bene. Ci sono crisi ipertiroidee scatenate proprio da alcuni trattamenti estetici, come per esempio quelli a base di alghe. “Bisogna tenere presente – spiega la dermatologa Maria Letizia D’Errigo – che lo iodio che si trova nell’acqua di mare, si accumula nelle alghe, nei pesci, nei crostacei, mentre quello nei terreni viene assorbito dalle piante. Pertanto chi soffre d’ipertiroidismo deve fare attenzione a non applicare sulla pelle alghe, lozioni o creme (per esempio quelle per il trattamento della cellulite) che contengono grandi quantità di iodio. In tal senso è importante che i prodotti acquistati siano autorizzati dal Ministero della Sanità. Al contrario, i centri ternali con acqua salsobromoiodica sono particolarmente indicati in chi soffre di ipotiroidismo”.

 

SINTOMI PER L’IPERTIROIDISMO E L’IPOTIROIDISMO

 

IPERTIROIDISMO

IPOTIROIDISMO

– Dimagrimento ingiustificato

– Intolleranza al caldo e sudorazione

– Tachicardie

– Diarrea

– Nervosismo

– Debolezza muscolare

– Tremore alle mani

– Irregolarità del ciclo mestruale

– Occhi sbarrati o sporgenti

– Ingrossamento del collo (gozzo)

  • Aumento di peso

  • Stanchezza

  • Maggiore sensibilità al freddo

  • Depressione

  • Sonnolenza diurna

  • Battito cardiaco rallentato

  • Difficoltà nella concentrazione

  • Perdita di memoria

  • Crampi muscolari

  • Stipsi

  • Voce roca

  • Gonfiore del viso

  • Infertilità

  • Irregolarità del ciclo mestruale

  • Ingrossamento del collo (gozzo)

 

A cura di Luisa Taliento www.barblog.it/luisataliento/

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